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DISTURBI DEPRESSIVI

La sofferenza depressiva si manifesta spesso quando la spinta vitale innata verso l’autorealizzazione e la ricerca della propria unicità viene soffocata da standard ideali troppo rigidi.

Nella mia pratica clinica non considero la depressione come una colpa o un difetto biologico immutabile, ma come un segnale drammatico: il tentativo estremo e doloroso della persona di ritirarsi per proteggersi da un ambiente o da una realtà percepiti come insostenibili.

Ci si chiude in un bunker invisibile quando l’immagine di perfezione e di forza che si è cercato di mantenere crolla, lasciando spazio a un senso di vuoto che toglie energia alle giornate.

Il percorso terapeutico offre uno spazio sicuro e privo di giudizio per accogliere e comprendere queste sensazioni, per imparare a stare con questo dolore con gentilezza, perché legittimare queste emozioni è davvero difficile.

Quel senso di vuoto e inaridimento emotivo: una stanchezza profonda che non passa con il riposo, accompagnata dalla perdita di sapore nelle cose quotidiane e dalla sensazione che nulla, attorno a te, possa più toccarti o interessarti.

La tirannia del senso di colpa e dell’inadeguatezza: quel dialogo interiore severo che ti rimprovera per ogni fragilità, facendoti sentire costantemente “sbagliato”, fuori posto o inadatto rispetto alle aspettative familiari, sociali o lavorative. In fondo tu stesso ti rivolgi a te stesso con la stessa durezza.

Il peso dell’isolamento silenzioso: la tendenza a nascondere il proprio dolore agli altri per vergogna o per non pesare su chi ti ama, vivendo le transizioni critiche della vita — come un lutto, la fine di una relazione o un cambiamento professionale — come un vicolo cieco senza via d’uscita.

Attraversare la depressione non significa sforzarsi di “reagire” in fretta per compiacere gli altri.
Significa concedersi il tempo consono per decostruire quelle pretese ideali che ti hanno logorato, liberando lo spazio interiore per far riemergere la tua spinta vitale e il tuo vero sé.

Imparare ad essere gentili con se stessi a volte è la parte più difficile ma anche quella più funzionale.

disturbi-depressivi

Purchè gliene si presenti la possibilità, in un ambiente accogliente e lontano da giudizi…. l’uomo tende per sua natura a sviluppare le sue potenzialità… avrà la capacità di attingere dalla propria forza di volontà.

Di lottare per la sua autorealizzazione….lontano da blocchi e catene al suo vero sé.

DISTURBI

DEPRESSIVI

La sofferenza depressiva si manifesta spesso quando la spinta vitale innata verso l’autorealizzazione e la ricerca della propria unicità viene soffocata da standard ideali troppo rigidi.

Nella mia pratica clinica non considero la depressione come una colpa o un difetto biologico immutabile, ma come un segnale drammatico: il tentativo estremo e doloroso della persona di ritirarsi per proteggersi da un ambiente o da una realtà percepiti come insostenibili.

Ci si chiude in un bunker invisibile quando l’immagine di perfezione e di forza che si è cercato di mantenere crolla, lasciando spazio a un senso di vuoto che toglie energia alle giornate.

Il percorso terapeutico offre uno spazio sicuro e privo di giudizio per accogliere e comprendere queste sensazioni, per imparare a stare con questo dolore con gentilezza, perché legittimare queste emozioni è davvero difficile.

Quel senso di vuoto e inaridimento emotivo: una stanchezza profonda che non passa con il riposo, accompagnata dalla perdita di sapore nelle cose quotidiane e dalla sensazione che nulla, attorno a te, possa più toccarti o interessarti.

La tirannia del senso di colpa e dell’inadeguatezza: quel dialogo interiore severo che ti rimprovera per ogni fragilità, facendoti sentire costantemente “sbagliato”, fuori posto o inadatto rispetto alle aspettative familiari, sociali o lavorative. In fondo tu stesso ti rivolgi a te stesso con la stessa durezza.

Il peso dell’isolamento silenzioso: la tendenza a nascondere il proprio dolore agli altri per vergogna o per non pesare su chi ti ama, vivendo le transizioni critiche della vita — come un lutto, la fine di una relazione o un cambiamento professionale — come un vicolo cieco senza via d’uscita.

Attraversare la depressione non significa sforzarsi di “reagire” in fretta per compiacere gli altri.
Significa concedersi il tempo consono per decostruire quelle pretese ideali che ti hanno logorato, liberando lo spazio interiore per far riemergere la tua spinta vitale e il tuo vero sé.

Imparare ad essere gentili con se stessi a volte è la parte più difficile ma anche quella più funzionale.

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Purchè gliene si presenti la possibilità, in un ambiente accogliente e lontano da giudizi…. l’uomo tende per sua natura a sviluppare le sue potenzialità… avrà la capacità di attingere dalla propria forza di volontà.

Di lottare per la sua autorealizzazione….lontano da blocchi e catene al suo vero sé.