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Quando l’emozione della paura e dell’ansia diventa un blocco per la nostra vita?
L’ansia e la paura sono emozioni normali che ogni essere umano sperimenta quando si trova di fronte a pericoli e minacce oggettive.
L’ansia e la paura cosiddetta “sana” permette alla persona di aumentare il suo livello di vigilanza, mettendola nelle condizioni di riuscire a fronteggiare una minaccia, un pericolo o una situazione impegnativa (ad esempio colloquio di lavoro, esami di studio, ecc). L’ansia e la paura si trasforma in un disturbo quando:

  • Si accompagna a sintomi fisici
  • Difficile da controllare, invasiva, pervasiva
  • L’emozione si avverte in relazione ad eventi improbabili che potrebbero verificarsi in futuro
  • Di rapida successione (ad una paura ne segue subito un’altra)
  • E’ frequente, duratura nel tempo, intensiva, eccessiva
  • Disagio significativo nell’ambiente relazionale lavorativo


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Purchè gliene si presenti la possibilità, in un ambiente accogliente e lontano da giudizi…. l’uomo tende per sua natura a sviluppare le sue potenzialità….
avrà la capacità di attingere dalla propria forza di volontà…
Di lottare per la sua autorealizzazione….lontano da blocchi e catene al suo vero sé.


La caratteristica principale del disturbo d’ansia generalizzata è la presenza di uno stato d’ansia e di preoccupazione intenso, persistente e frequente relativo ad una notevole quantità di eventi e situazioni quotidiane (salute dei familiari, qualità delle proprie prestazioni, responsabilità lavorative, questione economiche, disgrazie che potrebbero capitare ai propri cari, paura di fallimenti o dei giudizi negativi).
Le emozioni di allarme, di inquietudine e ansia, riguardano eventi catastrofici futuri con una bassa probabilità reale che accadano, inoltre risultano difficili da controllare.
La persona ha la sensazione di non riuscire a bloccare i pensieri preoccupanti che in automatico interferiscono con tutte le attività routinarie che si trova a svolgere.
Altri sintomi si avvertono:

  • Ci si sente irritabili, irrequieti, con i “nervi a fior di pelle”;
  • Facilmente stanchi, distraibili, deconcentrati, con vuoti di memoria;
  • I compiti si svolgono con fatica e imprecisi;
  • Il sonno è disturbato, discontinuo ed inquieto (difficoltà nel prendere sonno e nel mantenerlo);
  • Tensione muscolare (soprattutto alla nuca e alle spalle), tremori, contratture, scosse, dolori muscolari;
  • Possono presentarsi sintomi somatici: sudorazione, brivido di freddo, nodo alla gola, difficoltà a deglutire, nausea, diarrea, aumento del ritmo cardiaco, disturbi gastrointestinali, cefalee.


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L’elemento essenziale del disturbo d’ansia da separazione è la paura o ansia eccessiva e inappropriata che si prova nel momento in cui vi è una separazione dalla propria casa o dalle figure di attaccamento.

  • Frequente ed esagerato disagio di fronte ad un’effettiva o immaginata separazione da casa o dalle principali figure di attaccamento.
    Vi è la presenza di ritiro sociale, apatia, sentimenti di tristezza, difficoltà di concentrarsi nel gioco o nel lavoro ;
  • Persistente e forte preoccupazione relativa al benessere delle persone di riferimento (ci si preoccupa che qualcosa di dannoso o doloroso possa capitare loro, per cui quando sono lontane, queste figure vengono chiamate ripetute volte, per accertarsi che stiano bene) ;
  • Persistente ed eccessiva preoccupazione che un evento imprevisto come un incidente, una malattia, un rapimento o il perdersi, possa impedire per sempre di ritrovare la figura di attaccamento ;
  • Costante rifiuto di uscire da casa per andare a scuola o a lavoro per la paura di separarsi dalle figure care.
    Si genera rabbia o aggressività verso coloro che vogliono favorire il distacco e di conseguenza una difficoltà/blocco sull’andamento scolastico o lavorativo ;
  • Frequente e forte paura di restare da soli fuori e dentro casa ;
  • Eccessivo disagio o rifiuto di dormire fuori casa e/o andare a dormire senza avere al proprio fianco la figura di attaccamento. ;
  • Incubi che esprimo la paura di separarsi dalle figure di riferimento ;
  • Mal di testa, dolori addominali, nausea-vomito (soprattutto nei bambini) palpitazioni, vertigini, sensazioni di svenire (comune negli adolescenti e adulti) ;
  • L’eccessiva richiesta di dipendenza e protezione crea nel contesto familiare e sociale un forte risentimento e conflittualità.
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Il bambino presenta la costante incapacità di parlare in situazioni sociali nonostante abbia tutte le abilità linguistiche necessarie per la comunicazione.

  • Il bambino non inizia un discorso e non c’è alcuna risposta all’interno delle interazioni sociali;
  • Questa assenza di comunicazione può verificarsi in tutti i contesti sociali: con tutti i membri della famiglia, a scuola e con i coetanei, oppure si può comunicare solamente con i parenti più stretti ma non avere alcun tipo di interazione con parenti di secondo grado (nonni, cugini), a scuola o con gli amici;
  • La mancanza di parola viene accompagnata da imbarazzo sociale, timidezza, isolamento sociale e ritiro, atteggiamenti oppositivi e di collera .

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Caratteristica principale è la marcata ed intensa paura o ansia verso un oggetto o situazione specifica denominati stimolo fobico. Si ha marcata paura per un’iniezione, vista del sangue o ferite, animali (cani, insetti, ragni..) ambienti naturali (altezze, temporali, acqua…) situazioni specifiche (aeroplani, ascensori, luoghi chiusi)

  • L’eccessiva paura si avverte sia in anticipo che in presenza dell’oggetto o della situazione fobica;
  • Nei bambini questa paura può essere espressa tramite pianto, scoppi di collera, immobilizzazione, o aggrappamento;
  • Le emozioni forti percepite non corrispondono all’effettivo pericolo rappresentato dall’oggetto o situazione temuta;
  • La persona si sentirà costretta a mettere in atto un evitamento attivo, intenzionalmente si comporterà in modo da evitare o ridurre al minimo il contatto con lo stimolo fobico.


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L’elemento specifico di tale disturbo è una forte e marcata paura o ansia relativa a situazioni sociali in cui la persona può essere esaminata dagli altri.
Esempi possono essere: avere una conversazione, incontrare delle persone sconosciute, essere osservati mentre si mangia o si beve, eseguire una prestazione di fronte ad altre persone.

  • Si ha il timore di agire o manifestare i sintomi ansiosi nei contesti sociali: arrossire, tremare, sudare, fissare o inciampare nelle parole ;
  • Si ha la convinzione che la manifestazione di questi sintomi verrà valutata e giudicata negativamente ;
  • Ansia anticipatoria (se l’individuo, dovrà in futuro, partecipare a una situazione sociale che teme, comincerà a sviluppare sintomi ansiosi e paura anche molti giorni prima dell’evento)
  • Evitamento attivo: consapevolmente si evitano le situazione temute (si sceglie di non andare a delle feste, non si vuole andare a scuola o a lavoro, preparare esageratamente il testo di un discorso per evitare di fare brutte figure, limitare il contatto visivo;
  • Il forte disagio percepito è sproporzionato rispetto al reale rischio di essere giudicati negativamente e delle effettive conseguenze che si potrebbero attivare dopo tali giudizi negativi;
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L’attacco di panico consiste nella comparsa improvvisa di un’intensa paura e disagio (un fulmine a ciel sereno di terrore) che raggiunge il picco massimo in pochi minuti, durante il quale si avvertono sintomi sia fisici e cognitivi. Il disturbo si riferisce alla presenza di ricorrenti attacchi di panico .

  • Sintomi fisici: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori o grandi scosse, sensazione di affaticamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o dolori addominali, sensazione di testa leggera o svenimento, sensazione di torpore o formicolio ;
  • Sintomi cognitivi: sensazione di non appartenere alla realtà o sentirsi distaccati da se stessi come se si è spettatori esterni del proprio corpo, paura di impazzire, timore di perdere il controllo o di stare sul punto di morire, crisi di pianto ;
  • Forte desiderio di fuggire dal luogo in cui si sta manifestando l’attacco di panico .
  • Il disagio generato dagli attacchi di panico è spesso accompagnato da vergogna e imbarazzo, in quanto si ha il timore di essere giudicati negativamente dalle altre persone, favorendo un’immagine di sé “debole”;
  • L’imprevedibilità degli attacchi di panico porta spesso le persone a sentirsi particolarmente deboli e vulnerabili, condizione che crea un cambiamento significativo della vita;
  • Si mettono in atto comportamenti pianificati con l’obiettivo di evitare ulteriori attacchi di panico . Evitare l’esercizio fisico, riorganizzare la vita di tutti i giorni al fine di assicurarsi che sia disponibile un soccorso immediato in caso di un attacco di panico, evitare di uscire di casa, prendere trasporti pubblici e andare a fare acquisti.
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La caratteristica essenziale dell’agorafobia è la paura o ansia marcata, intensa che si genera quando si immagina o si è realmente in due o più delle seguenti situazioni:

  • Utilizzo dei trasporti pubblici (automobili, bus, treni, navi, aerei) ;
  • Essere in spazi aperti (parcheggi, mercati, piazze, ponti) ;
  • Essere in spazi chiusi (negozi, teatri, cinema) ;
  • Stare in fila o stare in mezzo la folla ;
  • Essere fuori da casa ;
  • La persona evita attivamente e consapevolmente queste situazioni ;
  • Si ha la percezione che potrebbe essere difficile fuggire oppure che non potrebbe essere disponibile soccorso nell’eventualità che si sviluppino sintomi simili al panico.
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