Ogni essere umano, almeno una volta nella vita, si è trovato a sperimentare forti difficoltà nelle relazioni interpersonali: con i genitori, con il proprio partner, con gli amici o colleghi di lavoro.
Quante volte ci siamo sentiti inadeguati, bloccati nel parlare, non compresi, obbligati ad agire per evitare qualche spiacevole confronto verbale ma che poi si ha avuto la sensazione di essere terribilmente fuori luogo aumentando l’ansia e il senso di inadeguatezza.
La paura di sbagliare, di non riuscire a confrontarsi adeguatamente con gli altri, di sentirsi soli porta ad una sofferenza, un disagio che ingloba la sfera cognitiva, emotiva e sociale. La modalità con cui percepiamo noi stessi influenza inevitabilmente le relazioni sociali che instauriamo.
Se non ho fiducia in me stesso, se non ho stima di me, se credo di non essere capace ed efficace, se non apprezzo e valorizzo la mia persona tenderò sempre di colmare queste percezioni tramite gli altri che mi sono intorno. Saranno gli altri (mio marito/moglie, mia madre o mio padre, la mia amica o il mio amico, e via dicendo) a dover dimostrare quanto io valgo, e se loro non confermano costantemente con apprezzamenti, ammirazione, affetto, vicinanza e amore quanto io sono importante, mi sentirò terribilmente sola/o e sbagliata/o.
Ciò crea sempre delle difficoltà e un senso di mancanza di sicurezza nei rapporti interpersonali, perché ci si aspetta sempre che l’altro faccia qualcosa per soddisfare i nostri bisogni più nascosti, ma puntualmente non siamo mai soddisfatti a pieno.
E’ inevitabile che l’incertezza e la sfiducia interna si manifesti, in un modo o nell’altro, nel corso dei rapporti affettivi con gli altri, assumendo le stesse caratteristiche d’instabilità e fiducia sproporzionata (troppo scarsa o eccessiva). Il nostro timore degli altri è basato sia sulla loro capacità di farci del male che sulla nostra incapacità di difenderci.
Per cui potersi riappropriare di una forza, di una stima, e di una fiducia interna, permette all’individuo di sperimentare dei rapporti affettivi più stabili, più autentici, più vitali e più equi.

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